San
Damiano Macra 03/12/ 05
ALCOOL: E I PROBLEMI CHE MI HA CREATO
I miei problemi con l’alcol sono iniziati molto presto, anche se io non volevo ammetterlo, e non me ne rendevo conto.
Anche se ho sempre praticato sport specialmente calcio e bocce.Con il calcio ho anche avuto molte soddisfazioni avendo fatto un ritiro estivo con le giovanili della juve, esperienza bellissima a cui sono rimasto particolarmente legato e ho conosciuto ragazzi che hanno giocato in Nazionale, tanto per citarne uno Roberto Bettega.
Poi perché forse non avevo possibilità economiche, e neanche le qualità per diventare un calciatore professionista ho smesso e ho iniziato a giocare amatorialmente. Qui ho conosciuto l’ALCOOL.
Ho iniziato a bere con i miei amici il sabato sera, andavamo a ballare e se non eravamo un po’ euforici non ci divertivamo.
Nel periodo avevo iniziato a lavorare come falegname, all’età di 15 anni lavoravo già per aiutare mia madre a mandare avanti la famiglia, visto che eravamo sei fratelli e che i miei genitori erano separati aiutavo mia madre come potevo pur avendo un rapporto splendido con mio padre.
Poi sono iniziati i miei guai, non accorgendomene piano, piano solo al sabato o alla domenica ho iniziato a bere, pensando però che fosse una cosa normale, come facevano quasi tutti i ragazzi dalla mia età.
Ho conosciuto poi quella ragazza che sarebbe diventata mia moglie,.. le cose non sono migliorate tanto, io bevevo solo una volta ogni tanto e non mi accorgevo che peggioravo.
In quel periodo avevo fatto un passo molto importante e mi ero messo in proprio a fare mobili, lavoro in cui ho avuto molte soddisfazioni però io bevevo sempre più sovente, e adesso dopo molto tempo ho capito perché non mi andava bene il lavoro, io davo la colpa alla gente che non mi pagava, mi cercavo mille alibi e non mi accorgevo che la colpa era solo mia e dell’alcool che stava avendo su di me sopravvento e mi stava togliendo tutto,” lavoro, mia moglie, tutti gli affetti famigliari” però io non so perché continuavo a bere, e stavo bene solo quando bevevo e avevo alcool in corpo, o almeno credevo di star bene.
Arrivato a quel punto le cose sono peggiorate, io avevo smesso di fare il falegname non so perché! , avevo iniziato a lavorare in una fabbrica dolciaria che dopo sette anni ha chiuso e io mi sono trovato senza lavoro.
Sempre nascondendomi dietro un dito, non riuscivo a trovare lavoro, o non volevo trovarlo.
E qui le cose sono peggiorate, ho iniziato a chiudermi in me stesso, uscivo di casa solamente per comprarmi qualcosa da mangiare ( poca roba ) e bere ( in gran quantità ), ho continuato così per parecchi mesi, senza lavoro e spendendo i pochi soldi che mi ero messo da parte con molti sacrifici!!.
Dopo di che ho toccato il fondo.
Ho toccato il fondo rischiando la cosa più importante che abbiamo, la vita sono stato trovato da una vicina di casa su per le scale privo di sensi e sono finito in ospedale, la diagnosi:
COMA ETILICO
Sono rimasto in coma 90 giorni tra la vita e la morte, la possibilità più rosea che i dottori mi davano era quella di passare il resto della mia vita su di una sedia a rotelle.
Io c’e l’ho fatta, non so chi devo ringraziare; i dottori dicono la mia forte fibra, io dico forse devo ringraziare qualcun altro.
Per questo voglio mettere questa mia esperienza al servizio di qualche altra persona che ne abbia bisogno.
A giugno di quest’anno ho partecipato alla settimana di sensibilizzazione che mi ha aiutato moltissimo, ringrazio tutti con il cuore, ed ora oltre a frequentare il Club di Dronero sono Servitore Insegnante nel Club di Cervasca.
Adriano